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New forms for urban space: utopia? Creative leisure time in an experience for the 10th Biennial of architecture of Venice: Living at Vema
2015
Questo saggio riflette, a 10 anni della “10. Mostra Internazionale di Architettura - Biennale di Venezia”, sulla ricerca e la sperimentazione architettonica inerenti alle nuove forma di spazio urbano, come il progetto, Gli orti dell’ozio creativo, di Santo Giunta redatto per VEMA (2006). In questa città futura – masterplan di Franco Purini, curatore del Padiglione Italiano, ipotizzata sull’asse tra Verona e Mantova e nei pressi del crocevia dei corridoi ferroviari Lisbona-Kiev e Berlino-Palermo – gli spazi ed i luoghi sono stati studiati da 20 gruppi di architetti. «Il gruppo guidato da Santo Giunta – come scrivono François Burckhardt e Burghart Schmidt – ha proposto strategie di attenzione…
Materiali del progetto: il design dei sistemi produttivi locali
2008
Una condizione insostituibile nella costruzione del progetto è l’elaborazione in fieri che comporta inevitabilmente una successione di fasi come nell’esempio riportato al centro di questo scritto: Gli orti dell’ozio creativo per Vema. Attuare ragionamenti, procedure, azioni specifiche relative ad una visione sistemica per la comprensione dei “materiali del progetto” che regolano l’esperienza sul fare architettura. Compiti e ruoli finalizzati alla mediazione di rapporti condivisi che non rispettano una cronologia, una sequenza lineare, ma, nell’eccezione derivata, legata alla circolarità, concorrono verso l’innovazione in architettura.
Modi di vivere lo spazio: la misura umana nei luoghi del design
2008
Un punto di vista “viziato” che concepisce lo spazio come il luogo di sperimentazione di quei passaggi attraverso i quali la progettazione, il design dei sistemi si influenzano a vicenda e sono al centro di questo scritto con il progetto: Gli orti dell’ozio creativo per Vema. Attuare ragionamenti, procedure, azioni specifiche relative ad una visione sistemica per la comprensione dei “materiali del progetto" che regolano l’esperienza del fare, è una presa di coscienza per trarre elementi utili verso la concezione dello spazio.